I Coricheddos dolci tipici sardi, in particolare della zona di Nuoro: vengono preparati per le grandi occasioni di festa e regalati agli sposi, come dei veri e propri gioielli con pizzi e decori veramente preziosi.

Il nome “coricheddos” significa cuoricini, piccoli cuori, che sono una delle forme più diffuse di questi dolci. La farcia è racchiusa in preziosi “ricami” di pasta.

Coricheddos, dolci sardi
Ingredienti
Per la pasta:
- 700 g farina 00
- 80 g strutto
- 1 cucchiaino di zucchero
- qb acqua
- 1 cucchiaino di sale
Per la farcia:
- 500 g di miele
- 500 g di mandorle pelate o farina di mandorle
- 3 arance (la scorza grattugiata)
- 1 pizzico di zafferano
Per la decorazione:
- qb zuccherini sferici colorati o argentati
Istruzioni
Preparazione della pasta:
- Impastate la farina setacciata con lo strutto, lo zucchero sciolto in acqua tiepida, che aiuta per l’elasticità della pasta.
- Lavoratela a lungo fino ad ottenere un impasto piuttosto consistente e omogeneo.
- Avvolgete l'impasto nella pellicola e fate riposare. Se avete tempo anche per una notte in frigorifero. Poi riportatela a temperatura ambiente prima di lavorarla.
Preparazione della farcia:
- Vi consiglio di mettere le scorze di arancia (senza parte bianca, amarognola) nel forno a 50°C (leggermente aperto) per qualche minuto fino a farle asciugare completamente.
- Se usate le mandorle, tritatele finemente con il mixer.
- Fate scaldare il miele in un altro pentolino e aggiungete la scorza d’arancia polverizzata e lo zafferano.
- Appena raggiunge un leggero bollore buttate le mandorle triturate o la farina di mandorle. Fate cuocere a fuoco lentissimo, mescolando, per circa 15′ fino che non si rassoda.
- Poi versate il composto su un piano coperto con carta forno leggermente unta di olio e lasciate freddare qualche minuto.
- Coprite il composto con un altro foglio di carta da forno e stendetelo con un mattarello ad uno spessore di circa 7 mm. Fate raffreddare completamente.
- Tagliate la farcia rassodata a forma di cuoricini o della forma che preferite con delle formine (taglia biscotti) e sistemateli su un vassoio (foderato di carta forno). Rimpastare gli eventuali ritagli, stendete e ricavate altre forme.
Preparazione dei dolcetti:
- Stendete la pasta e ripassatela più volte nella sfogliatrice fino ad ottenere sfoglie molto sottili (io penultima tacca).
- Per comodità, ritagliate dei pezzi di pasta da circa 8/10×10 cm
- Mettete la formina di farcia alle mandorle al centro del ritaglio di pasta.
- Prendete un altro pezzo di sfoglia che farà da copertura, e fate dei ritagli, dei disegni a piacere, con una mini rotella o tagliapasta per dolci piccolo. Sovrapponete le due sfoglie facendo aderire per bene i bordi e sigillate comprimendoli.
- Con un tagliapasta, meglio se dentato, ritagliate i bordi lasciando uno spazio di cira 1 cm dalla farcia centrale e decorate* a piacere con qualche utensile da dolce e impreziositelo con perline di zucchero colorate e argentate.
- Sistemate i dolcetti finiti su teglie foderate di carta forno. Se non li infornate subito copriteli con della pellicola per non farli asciugare troppo.
- Cuocete in forno statico caldo a 140°C per 15/20 minuti. I dolcetti dovranno cuocere senza colorare e senza che il ripieno si gonfi.
- Sfornateli e lasciateli freddare.
- Quando saranno freddi potete conservarli in un barattolo di latta: fate attenzione perché sono delicatissimi!
Note

La tradizione dei Coricheddos
Un dolce dalla rara bellezza, di origine e tradizioni antichissime, i coricheddos, tradizionalmente venivano preparati dalle mamme, suocere o madrine, come dono per la sposa in occasione del loro matrimonio.
I dolci sardi coricheddos venivano anche offerti ai commensali al termine del banchetto nuziale confezionati in pacchetti da 12 pezzi e donati come bomboniere.

Le donne si dedicavano a “ricamare” la pasta di questi dolci come fosse una filigrana, sbizzarrendosi con la fantasia, creando dei veri e propri capolavori.
fonte: Gallura news
I coricheddos erano generalmente confezionati insieme a del grano, di buono augurio in quanto è considerato simbolo di prosperità, e dei fiori, all’interno di un cesto.
Oltre al cuore, esistono altre forme tipiche come ad esempio l’uccellino, la brocca, la pavoncella.

Sicuramente un dolce laborioso da fare, ma che dà tantissima soddisfazione ed è molto divertente dedicarsi alla sua decorazione.
Esistono dei veri e propri attrezzi del mestiere, ma ci si può arrangiare in casa con quello che si ha (stecchini, pinzette, bastoncini, taglia pasta…)
Se volete altre ricette di biscotti e dolci sardi, ecco qui: Cocconeddos e seadas .
Idea regalo per voi o per un amico
Ho raccolto 48 ricette della tradizione del Veneto, in questa pubblicazione:
La mia cucina, ricette della tradizione veneta
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9 comments
Anche se sono di origine sarda ( zona Cagliari) non conoscevo queste opere d’arte, sono bellissimi. I dolci in Sardegna sono molto buoni , ricordo con nostalgia quando le mie nonne mi preparavano prima che io partissi per tornare in Piemonte gli amaretti sardi e le ciambelline dei biscotti con marmellata semplici ma molto buoni per non parlare dei pirichittus e la torta di saba. La cosa incredibile è che io poi una volta tornata a casa cercavo di preparare gli stessi dolci ,ma non venivano mai bene come quelli che facevano loro.
Nella zona di Siniscola/Nuoro questi dolcetti li vedo sempre! Sono talmente preziosi e belli (e buoni!) che pensavo fossero conosciuti un po’ dappertutto in Sardegna. Ma avete tante di quelle specialità!!!
Come tutte le cose.. sul luogo di origine sono sempre più buone! o comunque diverse!
grazie,
ciao
elisa
Da nuorese devo fare una correzione, non vorrei sembrare antipatica e spero di non offendere ma non so perché passi questo nome ‘coricheddos’: questi si chiamano Durche de mele (dolci di miele). Ci sono i coros semmai che sono i cuori grandi, molto grandi anche di 40/50cm, mentre i piccoli, durches/durchicheddos de mele, hanno tante forme diverse (oltre 20 ma il cuore piccolo di solito non si usa perché c’è quello grande appunto) e decorazioni semplici rispetto a quelle che si vedono ora, tutto fatto a mano con pochi e semplici attrezzi… un peccato per la tradizione per quanto siano belle anche queste nuove forme, molto molto più decorate 🙂 è un peccato almeno per noi nuoresi che si perdano un po’ quelli più antichi, ormai i ‘coricheddos’ li stanno sostituendo perché più famosi (io mi riferisco con coricheddos a quelli molto decorati) esiste poi anche la turta de mele, tonda e grande per la sposa o le grandi occasioni comunque.
Comunque complimenti per quelli fatti e buon lavoro 🙂
*durches
Grazie Grazia per il tuo messaggio e precisazioni.
Ci mancherebbe, non mi offendi di certo, anzi, ben vangano chiarimenti e precisazioni da chi ne sa di più.
E’ veramente difficile con le ricette delle tradizione..
Questo spettacolari dolci che io mi trovo spesso a guastare quando vengo in Sardegna, mi sono sempre stati proposti come “coricheddos”, ti parlo di zona Siniscola (NU).
E cosi mi sono stati raccontati e descritti negli ingredienti e procedimenti.
Faccio comunque tesoro di quanto mi hai scritto per approfondire!
Grazie!
elisa
Si si figuri, so che anche gli stessi sardi ormai li chiamano così: io ho avuto la fortuna di conoscere una ‘mastra’ come diciamo di noi, di questa arte che qualcosa mi ha spiegato 🙂 mi piacerebbe poterle mostrare magari, detto ciò apprezzo comunque anche le versioni nuove sperando che le vecchie resistano, tutte insieme ♥️
Complimenti di nuovo per il suo lavoro e grazie per aver mostrato un parte della nostra cucina 😁
Grazie a te Grazia,
buona continuazione,
elisa
Salve Elisa,infatti quelli che vede spesso a Siniscola sono SOS pretziosos, interamente decorati a mano e con vari pizzi ,e merletti,quelli di Nuoro sono altrettanto belli ma si contraddistinguono dal decoro diverso dalla pasta diversa e la farcia interna anch’essa diversa, i dolci di Nuoro hanno soltanto miele e mandorle e l esterno e granito e SOS durchicheddos de mele cioè i dolci piccoli sono decorati con la sola mompariglia,colorata, di questi piccolini esistono 23 e nessuno di questi hanno la forma dei cuori, poi ci sono i cuori grandi decorati con decori belli semplici e colorati con coloranti naturali ma anch’essi non hanno pizzi o merletti ma una chiusura molto difficile fatta esclusivamente a mano,poi con la stessa tecnica ci sono anche tonde sas turtas de mendula e gli ingredienti son gli stessi :granito miele e mandorle, a Siniscola città della pompia ma anche di vari agrumi nel miele e le mandorle si aggiunge l agrume desiderato, ma anche al mirto, l esterno e fatto con farina macinata a pietra e la pasta e semiviolata e non violata perché contiene pochissimo strutto, poi tantissimi pizzi e non pizzicate di pinzette ma a suon di ditale e coltellino sardo ma anche di forbice.puo entrare nella mia pagina i preziosi di Graziella e li vedrà SOS pretziosos e SOS durchicheddos de mele”coricheddos”,io insegno entrambi i dolci e tutti e due hanno un grande fascino ma ogni uno il suo.
I dolci della Sardegna sono un mondo tutto da scoprire…e assaggiare!!!!
Verrò a vedere le sue creazioni! e la prossima volta che sarò a Posada verrò ad assaggiarli!!!
elisa