Oltre ai crostoli, alle frittelle, alla crema fritta c’è un altro dolce tipico della festa più amata dai veneti: le castagnole di Carnevale, che vi propongo nelle cotture tradizionali, frittura e forno, ma anche con friggitrice ad aria.
Le castagnole sono un dolcetto semplice, facile da fare. Vengono chiamate anche fave o favette per la loro forma rotondeggiante e di piccole dimensioni.
Non sono solo tipiche del Veneto, in molte altre regioni del centro-nord sono presenti: in Lazio, Marche, Emilia Romagna, Lombardia e Liguria. C’è poi una forte presenza anche in alcune località meridionali, nella versione struffoli.
Castagnole: fritte, al forno e con friggitrice ad aria
Nelle ricette originali delle castagnole vi è anche una versione cotta al forno, ma i dolci tipici del Carnevale chiamano prevalentemente la frittura!
Le castagnole veneziane hanno un sapore che ricorda i crostoli, i galani, ma la forma è quella delle frittelle, anche se più piccole e dure: sono croccanti fuori e morbide dentro.
Oltre che con la classica frittura in immersione nell’olio bollente vengono bene anche con la friggitrice ad aria.
Vi descrivo tutti e tre i metodi di cottura.
Le castagnole di Carnevale
Ingredienti
- 430 g farina (io ho usato la tipo 0- per versione GLUTEN FREE pari quantità di mix farina naturale per dolci o pane)
- 70 g fecola (o farina)
- 60 g burro morbido
- 3 uova
- 120 g zucchero
- 1 pizzico sale
- 2 cucchiaini lievito in polvere per dolci
- 100 g uvetta
- 1 bacca di vaniglia
- 2 cucchiai di grappa (o latte o acqua)
- 1 limone
- qb olio di semi di arachide (per friggere)
- qb zucchero a velo o semolato (per finitura)
Istruzioni
- Mettete a bagno l'uvetta in acqua tiepida.
- Versate in una ciotola la farina, la fecola e il lievito (meglio se tutto setacciato). Unite lo zucchero, le uova una alla volta, la grappa (o latte), la scorza di limone grattugiata e il pizzico di sale.
- Mescolate e poi unite il burro a pezzi: lavorate il tutto fino ad ottenere una pasta bella liscia.
- Scolate dall’acqua l’uvetta e asciugatela. Lavorate ulteriormente il composto meglio se con le mani, fino a renderlo morbido e liscio. Mettete il composto in una ciotola coperto con un canovaccio e lasciatelo riposare in cucina per mezz’ora.
- Prendete un po' di pasta, formate dei rotoli e tagliateli a piccoli pezzi, lunghi circa un paio di centimetri (circa 20 g). Poi prendeteli tra le mani e arrotolateli per ottenere delle palline.
Frittura tradizionale:
- Portate l’olio a temperatura per friggere (170°C) e iniziate a buttare un po’ di castagnole alla volta.
- Quando saranno cotte avranno un colore dorato, scolatele con una schiumarola e fatele asciugare dall’olio in eccesso su della carta assorbente. Procedete alla cottura delle altre castagnole.
Frittura con friggitrice ad aria*:
- Ritagliate un pezzetto di carta di forno, della dimensione più piccola del cestello della vostra friggitrice, così l'aria si muoverà tranquillamente. Oliatelo leggermente.
- Mettete 7-8 castagnole alla volta nella carta forno nel cestello, per un risultatato ottimale, visto che in cottura un po' si gonfieranno. Rotolatele nel foglio con attenzione in modo che si ungano leggermente, oppure utilizzate un pratico nebulizzatore.
- Fate cuocere a 180°C per 8 minuti, o fino a doratura completa, con l'accortezza di girarle, sempre con attenzione a metà cottura. Procedete alla cottura delle altre castagnole.
Cottura al forno:
- Mettete le castagnole su una teglia coperta con carta forno, ben distanziate tra di loro. Cuocete in forno statico a 180°C per circa 12 -15 minuti.
Finitura dopo la cottura:
- Mettete subito le castagnole in una ciotola con dello zucchero semolato, così quando saranno fredde non si staccherà.Se invece preferite lo zucchero a velo, allora aspettate che si raffreddino prima di passarle.
Note
Le origini delle castagnole
Nei ricettari dell’800 ritroviamo la ricetta di questi dolcetti, come si preparano ancor oggi, ma ne esistono anche di più vecchie sempre con il nome di “castagnole”.
Una di queste si trova in un manoscritto tardo-settecentesco, ritrovato nell’Archivio di Stato di Viterbo da Italo Arieti, che prevedeva la cottura in forno.
Ma questo dolce lo troviamo citato già nel 1684 con il cuoco Nascia, che serviva la casa dei Farnese, e anche nelle ricette del cuoco Latini, chef personale degli Angioini, nel 1692.
In realtà loro li chiamavano gli Struffoli (tuttora il sinonimo delle castagnole nel sud Italia) descrivendole in maniera del tutto simile alle Castagnole che conosciamo noi.
Il nome castagnole è legato al frutto dei castagni, per le piccola dimensione e la forma simile alle castagne.
Altri dolci di carnevale in Veneto
Ecco altre 3 ricette tipiche del carnevale (anche) in Veneto:



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2 comments
Buongiorno, mi interessano queste castagnole ( che cuocerei al forno) , nella ricetta dice di aggiungere il burro, che però non leggo fra gli ingredienti.
Quanto ne occorre? Grazie,
Elena
Ciao Elena,
scusa per la dimenticanza e grazie di avermi scritto, ora ho corretto.
Considera circa 60 g di burro morbido da mettere nell’impasto.
Ciao,
elisa