La Tenuta Venissa è un paradiso gourmet (Wine Resort, ristorante stellato e osteria) che si trova nell’isola di Mazzorbo,che insieme all’isola di Burano, a cui è collegata con un ponte di legno, rappresenta la Venezia Nativa: natura, colori, sapori e cultura.
Quando arrivate qui, vi dimenticherete della Venezia turistica, per ritrovarvi immersi in una realtà selvaggia, ricca di biodiversità e di storie di pescatori.
A Mazzorbo sorge la Tenuta Venissa, racchiusa da un antico vigneto circondato da mura medievali ai piedi della Chiesa di San Michele Arcangelo, di cui oggi rimane il suggestivo campanile trecentesco.
Nel 2010, Gianluca Bisol, uno dei grandi nomi nel mondo del Prosecco, insegue un sogno, ristrutturando l’antica casa padronale della tenuta e riportando alla luce l’unica vigna autoctona di Venezia, riscoperta per caso.
A lui il merito di aver preservato un territorio unico e aver creato un luogo magico, silenzioso, dove soggiornare e dove farsi coccolarsi a tavola al Ristorante Venissa, premiato con la stella Michelin, e nell’adiacente Osteria Contemporanea, che propone una cucina più informale.
La vigna autoctona Dorona
E’ sempre aperta la porta delle mura del Venissa, per permettere a tutti di passeggiare in questo luogo tra gli orti (gestiti da pensionati dell’isola, famosi per la coltivazione delle castraure, i carciofi di Mazzorbo e Sant’Erasmo) e i vigneti della Tenuta.
Venissa è un esempio di “vigna murata“, costituita dal vitigno Dorona di Venezia, l’uva d’oro dei dogi veneziani, l’unica uva autoctona della laguna, coltivata per secoli e quasi estinta a seguito della grande alluvione del 1966 quando l’isola restò sotto acqua per diversi giorni.
Si tratta di un vitigno a bacca bianca che nei secoli si è adattato all’acqua alta e alle particolari condizioni di questo terroir unico al mondo.
Venissa si può dire che sia nata “per caso”. Nel 2002 Gianluca Bisol vede a Torcello un piccolo vigneto “selvaggio”.
Incuriosito, inizia a fare delle ricerche storiche ed agronomiche, che lo portano a scoprire la Dorona e la grande tradizione vitivinicola delle isole di Venezia, andata perduta nell’ultimo secolo e, soprattutto, dopo la grande acqua alta del 1966 che distrusse tutte le vigne e fatto perdere questa tradizione millenaria ( fino al 1100 anche in Piazza San Marco c’era un vigneto).
Accompagnando alcuni clienti a Torcello notai una vecchia vigna in una casa privata di fronte alla cattedrale di Santa Maria Assunta. Riuscii a convincere la proprietaria a mandarmi un po’ di quell’uva quando fosse stata matura. Le cassette arrivarono piene di un’uva bellissima, con la buccia spessa, dal colore brillante dell’oro. Era la famosa Dorona, detta anche Uva d’oro, apprezzata dai veneziani, usata nei banchetti dei Dogi e poi scomparsa nel 1966.
Gianluca Bisol
Vennero ritrovate 88 piante sparse tra i giardini e le vigne di Venezia. Gianluca Bisol decise così di ridare vita alla grande tradizione lagunare e individuò la tenuta di Scarpa Volo, a Mazzorbo, come luogo ideale.
Dal 2007, la Dorona viene coltivata all’interno delle mura della tenuta Venissa, ora guidata da Matteo Bisol, il figlio di Gianluca. Il vitigno conta oggi circa 4 mila piante in tutto, perfettamente ambientatesi.
La Dorona è una pianta speciale per le isole della Venezia Nativa che, ad eccezione di Burano – isola di pescatori – hanno sempre avuto una forte tradizione agricola. Noi a Venissa abbiamo voluto recuperare questa tradizione partendo dalla viticoltura, molto praticata in laguna, e in particolare dalla Dorona. Un vitigno autoctono e semi-scomparso che nei secoli ha imparato ad adattarsi e a vivere in questo ambiente, sviluppando delle caratteristiche uniche che le hanno permesso di sopravvivere in condizioni davvero particolari. Ora che l’abbiamo reintrodotta nel suo terroir nativo, ne siamo custodi all’interno di questa vigna murata. Non possiamo che seguirla e osservarla nel suo percorso, tutelandone il valore culturale e ambientale.
Gianluca Bisol
La Dorona di Venezia dà vita al Venissa bianco, uno dei vini più ricercati e più preziosi al mondo, prodotto ogni anno in sole 3500/4500 bottiglie. Un vino che nasce in un terroir unico, che profuma di note di salsedine e miele di barena, artemisia marittima e pesca bianca.
Bellissima anche l’etichetta, in foglio d’oro, nata da un’idea di Giovanni Moretti, uno dei più grandi artisti del vetro a Murano, partendo proprio dal nome del vitigno: Dorona, l’uva d’oro.
L’etichetta è prodotta a mano dalla famiglia Mario Berta Battiloro di Venezia, e fusa nel vetro. Un vero omaggio a Venezia, che rende onore a tre tradizioni locali: il vino, l’oro e il vetro.
Il ristorante stellato e l’osteria contemporanea
La vigna murata racchiude il Ristorante Venissa, premiato con una stella Michelin.
Pochi tavoli in cui farsi coccolare dalla “cucina ambientale” degli chef Francesco Brutto e Chiara Pavan (premiata nelle guide L’Espresso 2019 e Identità Golose 2020 come “miglior Chef donna italiana”) che interpretano, sperimentando, gli ingredienti della Venezia Nativa, valorizzandoli al massimo: il pesce della laguna, le verdure coltivate all’interno della tenuta e le erbe spontanee che raccolgono gli chef tra i filari del vigneto.
Il tutto è coltivato senza alcun uso di pesticidi perché l’aria salata portata dal vento sulle colture ha un effetto di sterilizzazione naturale
Il menù del ristorante, aperto generalmente da aprile a fine ottobre, cambia continuamente, a seconda delle materie prime disponibili.
Se invece si desidera un passato più informale ma pur sempre legato alla tradizione, ecco l’Osteria Contemporanea, aperta tutto l’anno, dove si possono gustare i piatti tipici lagunari come bigoli, sarde e baccalà interpretati magistralmente sempre dai due chef.
L’accoglienza della Tenuta Venissa Wine Resort a Venezia
Per vivere al meglio l’esperienza “del Venissa” e di una Venezia “slow”, vi consiglio di pernottare alla tenuta.
All’intreno del Venissa Wine Resort, tra laguna e vigneto, ci sono 5 eleganti camere, essenziali nell’arredo e curate in ogni particolare, con un occhio di riguardo al design.
In alternativa oggi l’offerta si è allargata anche a 13 camere dell’albergo diffuso “Casa Burano”, ospitate nelle tipiche case colorate dei pescatori dell’isola di Burano, a pochi minuti a piedi dalla tenuta, ristrutturate in collaborazione con artigiani locali ed alcune tra le migliori aziende di design del Triveneto.
La colazione viene servita al tavolo per tutti gli ospiti sotto al portico dell’osteria, con vista sui vigneti: una colazione con prodotti tutti fatti in casa, dalle torte alle confetture realizzate con i frutti in loco, il miele di barena, tipico della laguna di Venezia.
Come raggiungere la Tenuta Venissa
La Tenuta Venissa, Wine Resort e ristoranti si trovano nell’isola di Mazzorbo (Venezia), quindi si raggiunge solamente via mare. Il resort mette a disposizione un servizio water- taxi con partenze dalla Stazione di Venezia o da Piazza San Marco, oppure, in terra ferma, da Altino, vicino all’aeroporto Marco Polo.
Se si vuole raggiungere l’isola in maniera autonoma, anche per una visita in giornata, scendete con il vaporetto alla fermata di Mazzorbo: in questo modo potrete fare una piacevole passeggiata nella vigna murata per poi passare all’isola di Burano.
Info utili
Isola di Mazzorbo
Fondamenta di Santa Caterina
Venezia
Tel. +39 041 5272281
2 comments
Bellissimo articolo Elisa! Ho percepito la magia di questo luogo, che spero un giorno di poter visitare.
Un abbraccio,
Mary
Te lo auguro perche merita!
grazie
elisa